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L’unico vero “nofollow”.

Un mese fa ho avuto il piacere di assistere a una lezione del professor Maurizio Ferraris (docente di di Filosofia Teoretica a Torino) durante la quale ha ricordato che una cosa esiste solo se e fino a quando è documentata: “se non ci sono scritture/memoria, non è esistito“.

Questo significa – fra le altre cose – un sacco di cose fra cui il fatto che il mercato di sistemi di memoria ausiliare sia attualmente fiorentissimo, proprio per sedare il bisogno di sapere di esistere delle persone e colmare il gap fra memoria disponibile (il nostro cervello) e memoria necessaria.

Ancora prima della puntata di ieri di Report
, dirne di ogni sulla Rete, la privacy, i dati, i profili, la libera espressione delle idee era piuttosto di moda. Il diritto all’oblio, la cache di Google, “everything is forwardable” sono concetti forse difficili da spiegare ma che spesso diventano facili da subire.

Quindi fatevi dire una cosa semplice semplice: se volete scrivere da qualche parte una cosa e poi essere certi che non ne restino tracce, date retta a Ferraris: scrivetelo sulla spiaggia battuta dalle onde.
Spariranno arrese alla placida e inattaccabile indifferenza della natura, contro la quale nemmeno Google può fare qualcosa.
Certo… a meno che non passi il satellite di Google Maps proprio lì, proprio in quel preciso momento… ma allora quella è sfiga, però! :-)

Se vi piace l’idea comunque, guardatevi questo filmato tratto da una delle lezioni di Ferraris, merita davvero.

piattaforme, contenuti, persone

vanz scrive un post (e mafe ci mette il carico) su come si sta andando (almeno in una piccola fetta di rete) verso la focalizzazione del ruolo online delle persone e non più sull’utilizzo del mezzo.
i blog si aggiornano poco, si chatta tanto, si riempiono di contenuti i vari facebook. si creano reti di persone, gruppi di interesse, ambienti di condivisione. gli interventi si aggregano, si rebloggano, si distribuiscono. i software modificano i contenuti che diventano mobili.
probabilmente è nel momento della crisi che i cambiamenti diventano più importanti. ed evidenti. e in un certo senso, più facili da intraprendere.

l'economia della felicità

oggi mi hanno notificato un bonifico da fare entro 24 ore: 30 euro, niente di che.
il problema è che io non ho mai attivato l’home banking e non sapevo come fare a farlo: ho messo un twit e in giro di mezz’ora in 12 persone mi hanno risposto dandosi disponibili a fare il bonifico per me.
ok, era una cifra bassa, quindi non è molto importante il rischio che correvano, ma resta il fatto che di queste 12 persone solo 3 mi conoscono personalmente, e con queste 3 solo 1 – per dire – ha il mio numero di cellulare. chi ha fatto poi il bonifico abita in un’altra città, non sa che faccia ho e non sapeva nemmeno il mio cognome.
ho raccontato questa cosa a una mia collega e lei mi ha detto “guarda che se me lo dicevo te lo facevo io, eh…”. beh, sai che c’è, c’è che non ci ho nemmeno pensato: chiedere in rete è stato naturale.