quando sono salita sul treno, ho capito il dramma: non c’erano le prese. avevo pensato alla scaletta tutta notte, pronta come un lampo a metterla giù nell’ora e mezza di rotaie, campi, cavalcavia e rumore che separano milano da reggio emilia. e invece no, invece l’ho messa giù in quattro e quattro otto poco prima della lezione. questo per dire che la presentazione la trovate qua in basso (per chi l’ha vista, l’ho un po’ razionalizzata e riempita: al ritorno ero in eurostar) e che in un’ora di lezione in università mi si è accumulata tanta passione, tanta voglia di fare, tanta speranza e tanto rammarico (e pure un pizzico di “oddio come sono ragazzini, beati loro…”) che adesso devo trovare un modo per esplodere tutto questo, se no esplodo io.
una cosa che mi piacerebbe (e che spero di riuscire a fare se qualcuno prende la palla al balzo) è che si alzassero mani per proporre temi, questioni e magari anche un po’ sana critica. se no vado a avanti per conto mio: male non farà.
presentazione
una congrega di amici (di mafe, ma non solo)
oggi c’è stata sta festa fra amici: una ventina di persone tutte intorno a un tavolo a ridere e scherzare, sorrisi, strette di mano.
sebbene tutti invitati, la maggior parte di loro era lì perché interessati al progetto che stavamo presentando e perché sanno chi ci sta dietro al progetto.
è stata una festa a cui io ero invitata e sebbene abbia scelto io gli invitati (quasi tutti) li guardavo attoniti, dicendo “che belli che siete!”.