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La regola non scritta del community management.

Intermezzo.
Vorrei raccontarvi di grandi cose che hanno fatto i miei amici (una per tutte, Claudia) e soprattutto delle grandi cose che hanno fatto i circa 25 milioni che hanno detto “io ho votato“.
Ma – dato che ho profonda fiducia nei miei lettori – sono certa che ve ne siate accorti anche voi :-)

Mettiamola così: la regola non scritta del community management è che talvolta le cose sono ovvie, e non è il caso di reitarare il concetto, vale soprattutto con le interfacce utente, o con le icone, o con i percorsi di navigazione.
In alcuni casi, ma solo in alcuni casi, esprimerla nuovamente può essere ridondante, o addirittura dare un messaggio negativo all’utente.
Se una cosa è chiara, spesso sa già raccontarsi da sola.

UPDATE - Nella discussione su FriendFeed emerge chiaramente che non mi sono riuscita a spiegare. Ok, riporto qui il mio commento in risposta a Martino M., foia e Stefano Bussolon che spero serva a spiegare meglio quello che per me era ovvio, ma ovvio non era. Grazie alla mia community.
Il corollario della regola non scritta del community manager è: se per te è ovvio, non è detto che lo sia per gli altri.
[...] molto spesso nella comunicazione (e come ho scritto soprattutto nell’iconografia e nel disegno dell’interfaccia utente) siamo ancorati al concetto che reiterare un concetto più volte è sinonimo di successo. Questo sicuramente aveva un valore e un senso qualche anno fa. Ora molti segni, simboli, icone, percorsi sono stati compresi e sono, per così dire, “autoesplicativi”, o comunque gli utenti li hanno interiorizzati. Da utente esperta, ma molto spesso anche utenti meno esperti, mi sento “presa per scema” quando sotto a una mappa di Google trovo la scritta “ehi, questa è una mappa!!!”. Le community in particolare hanno il vantaggio della “scuola facebook” che ha insegnato alle persone che cos’è un avatar (o una foto profilo), un link, lo share, il like, l’upload. Qualche hanno fa ognuna di queste azioni avrebbe avuto bisogno di un’esplicitazione, adesso molte icone, molte funzionalità “parlano da sole”. Questo era il senso. Il parallelismo con le elezioni serviva solo a dire che non c’era bisogno di raccontare qualcosa che aveva saputo farsi notare da solo. Ma ripeto, forse per me era un parallelismo evidente, e invece non lo era. quindi necessitava, sic, di un’esplicitazione :-)

Mamma, ho perso le stats!

Se cliccando su Site Stats ricevete come risposta “Your WordPress.com account, auro is not authorized to view the stats of this blog”, don’t panic! (oh well, I did).
Ecco la soluzione, nice and easy (sia chiaro: lo dico solo perché dopo 5 minuti buoni di panico, ho cercato online e ho visto che un sacco di gente aveva avuto il mio stesso problema, e lo aveva risolto facilmente).

  1. Disattivate il plugin WPStats.
  2. Scaricate e installate JetPack
  3. Attivate JetPack e collegatelo al vostro account su WordPress.
  4. Rieccovi le vostre statistiche, potete tornare a respirare.