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anobium punctatum

riassunto per (ap)punti veloci e (un po’) distrattigreg sung è gentile, educato e molto disponibile (ehi, grazie a blimunda per l’invito!). incontra una piccolissima parte della sua community, cioè di quella di anobii.com, in un teatro del centro di milano e racconta come è nato il portalone di “quelli che leggono” e come da oggi in poi venderà link a IBS.
il modello di business è facile, già visto e non sporca: trovi un libro di anobii, ti piace, ti vien voglia di leggerlo. puoi comprarlo: in libreria, al super (se è un libro trita quel poco di classifiche che ci sono ancora), su amazon, su IBS. dove vuoi. ma – se immagino bene – se lo compri su IBS, cliccando sul link, per ogni transazione conclusa greg beccherà due lire.
la cosa interessante però è vedere (o meglio sentire) ciò che lui e l’AD di IBS dicono, quasi illuminati non so bene da cosa, ma illuminati per bene (probabilmente dal fatto che il loro modello di partnership, appunto, non è molto innovativo, ma bensì già ben rodato da altre esperienze).
IBS dice che al loro community è molto vasta ma non è specializzata, cioè molti utenti, pochi commenti. del resto la struttura di “community” di IBS non è molto community, non esiste una pagina utente pubblica, l’unica cosa che posso fare è lasciare un commento.
greg dice che a loro di vendere libri non importa un fico secco. loro si occupano di sociale, di far incontrare persone, di creare conversazioni. di permettere alle persone di scambiarsi opinioni in modo genuino.
molto interessante il passaggio (segnalato anche da gianluca) in cui spiega che un utente ha gli strumenti per distinguere (in una community specialistica, aggiungerei io) i fake o i falsi interessati dagli utenti veri: se in un blog o in una community generalista reggere il ruolo della donna per un uomo è “abbastanza” facile, per un ufficio stampa è difficile sembrare “non coinvolto” in una community specialistica, rischiando il biasimo dei proprio (non) pari.