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applicazione intelligente della rete, 2

il museo rejina sofia di madrid cerca per la rete le foto che vengono fatte alla sua struttura e le raggruppa tutte in un gruppo di flickr, che si chiama “raccontare il reina sofia”. è un’idea intelligente, semplice e intelligente. chapeau.
SPAM – a me hanno questo di aggiungere questa e io ne sono parecchio onorata.

cromatismi da spiaggia

(talvolta dei post non so dove scriverli, se non vi scoccia questo lo scrivo qui)
sto sistemando le foto fatte al paganello: per farla breve, si tratta di una 3 giorni di frisbee sulla spiaggia, svariate discipline, un sacco di gente. fotograficamente un mezzo sogno. la metà che non è un sogno è la sabbia da cui proteggere la macchina, gli scatti orrendi (non è semplicissimo, ecco), le ottiche sempre sbagliate e il fatto che la luce è quella che è.
dopo averne viste svariate (di foto) e aver dato un’occhiata agli scatti degli altri anni, posso sentenziare che le maglie migliori da fotografare sono quelle a tinta unita parecchio contrastate: giallo, arancione, azzurro, blu, soprattutto. ecco. lo volevo dire. se qualche freestyler passa di qua, ne prenda nota: i fotografi l’anno prossimo ringrazieranno.

learning by socializing

assunto: i blogger non sono (tutti) bravi a fotografare, ma come le spugne apprendono nell’ambiente in cui socializzano, e quindi diventano bravi.
sul perchè esistano i social network e le community online si è detto tanto e non si è mai detto abbastanza. io lo sto capendo solo ultimamente: se fino a qualche tempo fa avrei risposto “per conoscere persone”, adesso aggiungo “e per imparare dalle conversazioni che vengono generate”.
le community specialistiche soprattutto da questo punto di vista sono la manna dal cielo. prendiamo flickr. e prendiamo il mio. parlo del mio perché mi è più semplice, probabilmente potete prendere il vostro flickr o quello del vicino di banco e potrebbe funzionare lo stesso.
la mia prima foto sui flickr è questa. e risale al 1999: isotta era appena arrivata, io scattavo con un’analogica compatta. la foto è una scansione.
questa è la prima foto con una digitale compatta “seria”.
questa è la prima foto fatta con una reflex (mia, non in prestito).
questa è una delle ultime di cui vado fiera.
in 4 anni di flickr ho frequentato a lungo un gruppo di fotografi di milano e con loro sono andata in ferie, in giro per la città, in giro per locali, ho organizzato photo walking e – poi la rete si infittisce – anche progetti più grandi.
io non so se sono davvero una brava fotografa, ma ho imparato moltissimo dal guardare gli altri, che magari non sono bravio fotografi, ma hanno altre esperienze, altri occhi, altre prospettive.
massi mi ha insegnato l’apertura del diaframma in un giorno di mostra alla triennale, stefano mi ha insegnato a costruire la foto pensandola, luca mi spinge sempre un passo indietro anche se non lo sa, matteo mi ha regalato un giorno intero di 24-105 e la mia vita non è più stata la stessa, laura mi ha detto “osa!” e ho osato, ale e ba mi hanno fatto sentire in dovere e in grado di comprare il lattice liquido per quella foto che non so mai fare.
sono tutte persone che ho conosciuto online, di cui amo le foto e da cui ho sempre nuovi insegnamenti. quando penso a un set cerco informazioni, spunti e suggestioni su photostream di persone che hanno già fatto un set come quello che vorrei fare io. insomma studio su un meraviglioso suissidiario immenso e sempre in evoluzione che se non fosse sociale non sarebbe divertente, perchè voi lo sapete vero che il miglior metodo di apprendimento è quello dei ragazzini alle elementari che sono esattamente ciò che l’essere umano è nel profondo: individui incapaci di apprendere per più di un quarto d’ora, alternando sessioni di concentrazione a interventi ludici.
come fotografa sono particolarmente dotata? forse sì. ma chiunque vive in un contesto in cui viene sviluppata una capacità (anche se non è la primaria chiave di socializzazione del gruppo) e ha intenzione di mettersi in gioco su quella capacità, apprende socializzando informazioni su quella capacità.
in una famiglia (in cui ovviamente il primo legame è quello affettivo) in cui almeno uno dei due genitori sia bravo a cucinare, il figlio (o la figlia) – se è interessato a farlo – imparerà a cucinare, magari non in senso assoluto ma sviluppando un talento, che se non c’è non trova motivo di sviluppare interesse.
quindi provate a prendere uno stream di un qualsiasi vostro amico, qualsiasi vostro conoscente, che sapete amante della fotografia e particolarmente attivo in contesti socializzanti online, e verificatene l’evoluzione. e preparatevi a stupirvi.
corollario: gli amici ti dicono più facilmente che sei bravo, rispetto a dirti che sei “normale”. niente di male: sono amici anche (e soprattutto) per questo.

must have, flickr tools /1

Quando accendo il mio computer (sia esso il PC o il MAC) ci sono tre cose che faccio subito: aprire Mozilla, aprire Thunderbird/Mail, aprire GTalk (sul PC) o Adium (sul MAC).
Per quanto riguarda la posta lascio che siate voi a capire quello che vi serve, per quanto riguarda il web, provo a dirvi quali sono i miei imprescindibili.

Tutto il mondo che gira intorno a Flickr: Scout: in una pagina le meglio foto di un utente specifico (qua ad esempio le mie), o di un utente random.
Si basa sullo strano algoritmo dell’Explore di Flickr (questo sconosciuto), quindi non si capisce bene come funzioni, ma funziona. Con una variabilità del +/- 20% delle foto.
Fa effetto e crea un’onda rosico per cui più foto si hanno in Scout, più si è fighi (è la Rete, baby).
In speciali occasioni, Scout fa gli scherzi: ad esempio, per il 1° di aprile, da 50 foto si può passare a 0 (o a mille), oppure per Natale ti regala tutto lo stream al top dell’Explore.

(continua)