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Perché io valgo (30 dollari).

Instagram ha venduto il mio account a Facebook, ieri, per 30 dollari.
Mica male, tutto sommato, tenendo conto che uso Instagram da meno di una settimana (cioè da quando – guarda caso – hanno rilasciato la versione per Android).
Probabilmente le mie foto su Flickr vendute a Yahoo a un certo punto valevano molto di più e hanno avuto una quotazione molto più bassa.

Sono preoccupata per l’acquisizione? No.
Scandalizzata? No.
Farò ostruzionismo? No.
Sono onorata? Un pochetto sì.

Il fatto che qualcuno investa soldi su quello che faccio io, proattivamente, sulle mie passioni, sulla mia socialità, sulle mie capacità, è tutto sommato imprevisto: lo fanno (spesso) i datori di lavori, ma molto più raramente semplici sconosciuti (che possono permetterselo, beati loro).
Capace che prima o poi paghino direttamente anche me per averli prodotti quei contenuti. Manca (in teoria) davvero pochissimo.

Altri cinque link.

  • The Daily, è il fenomeno delk momento. Tutti hanno un’opinione sul suo successo, o il suo insuccesso. Io sono piuttosto perplessa, ma sono davvero incuriosita. Secondo me il vero lato positivo è l’aspetto sociale: se io, abbonato, ritengo che una notizia sia interessante la posso condividere con i contatti dei miei social network, non abbonati. T’invoglia, ma con garbo, e quindi alla fine rischia di prenderti.
  • I Found Your Mitten. Rischia di essere un flop pazzesco, oppure più semplicemente di diventare un divertissement senza troppo impegno. Ma l’idea, forse perché sono sensibile al tema (non a quello dei guanti persi, però! Io perdo gli ombrelli!), mi piace. A voi no?
  • Come fare il botto con Facebook? Aumentare la propria base utenti su FB? Si può fare, anche senza investimenti marketing. Basta avere attenzione, essere creativi e giocare pulito, sempre. Mashable.com
  • Art of Community online. 300 e passa pagine con scritto tutto, tutto. Molto più di quanto vi possa dire io :-) Distribuito in CC. Scaricatelo, o compratelo. Non importa, scegliete voi. Ma fatelo.
  • E se Facebook, poi, non fosse il social network più figo del mondo? Lo sussurrano le ricerche americane segnalate da BizReport. Sicuramente è quello più diffuso, e probabilmente quello intorno al quale crescono di più gli investimenti, ma non per questo è per forza quello che le aziende trovano più vantaggioso.

Le infografiche che ci raccontano quisquiglie.

Un pezzetto di Facebook è di Bono, Bono Vox.
Ma non tanto. Solo 750 milioni di dollari.

Nel 2010, in USA sono riusciti a spendere quasi 300 milioni di dollari in pubblicità su MySpace. Avete letto bene.

Se non ho sbagliato a fare i calcoli, se ogni carattere di un aggiornamento di Twitter fosse un millimetro, allinenadoli uno dietro l’altro si farebbero circa 4 giri di Equatore.

RIP

Bloglines è morto. Viva Bloglines.
Per chi non è un nativo digitale, ma ha dovuto imparare – con la fascia da pioniere – cosa sono i blog, cosa sono i feed, come si legge su Internet, cosa si legge, ecco… l’idea che uno strumento come Bloglines possa da un giorno sparire è un po’ come dover ipotizzare che (davvero) un giorno Facebook cederà il passo.
Cosa che noi tutti sappiamo, ma che non vogliamo nemmeno prendere in considerazione.

non sarebbe meglio buzzare su fb?

l’altro giorno mi hanno ricordato che i blogger in italia sono poco più di un milione su un numero di utenti delle Rete di circa 22 milioni.
non sono certa dei numeri, diciamo che mi fido.
qui vincos dà un po’ di numeri su facebook… diciamo che a prima vista forse il buzz dovrebbe indirizzarsi più verso facebook che verso i blogger. che ne dite?
non ho detto che è io sia d’accordo, mi tengo piuttosto super partes: mi chiedo solo se questo secondo voi “make sense”.