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Solo le community sane evolvono.

Le community si muovono, si rinnovano e cambiano. In modo altrettanto naturale gli utenti si spostano e migrano altrove. Non incentivare il fenomeno di drop-out, ma nello stesso tempo non ucciderlo.

Oggi mi confrontavo su FriendFeed a proposito di Delicious e delle ultime novità: alcuni si lamentavano del fatto che, da dicembre quando è iniziata la crisi del bookmark aggregator a oggi, molti utenti “storici” abbiano preso il largo. Beh, probabile. Forse meglio, no?

Rimettete a posto gli strali, ecco perché lo penso: il fatto che gli utenti cambino significa che i contenuti, i punti di vista, l’usabilità non ristagnano in un paradigma dato dall’attitudine dello “zoccolo duro”, ma si evolvono per rispondere a esigenze diverse, in modo flessibile e maturo.

Certo, perdere in blocco tutti gli utenti è un problema, ci mancherebbe, ma vedere che gli utenti si rinnovano e che c’è un costante turn-over è segno di un rinnovamento e di un mutamento che certifica il buono stato di salute in cui versa la community e il fatto che sia ancora interessante (e appetibile) per nuovi utenti.

Per molto tempo ho frequentato un gruppo di Flickr molto attivo e molto organizzato: gli admin venivano votati, c’erano dei contest (e degli eventi) con un regolamento di partecipazione, una netiquette piuttosto precisa e sempre condivisa.
A un certo punto ho mollato il colpo e ho scelto altre strade, un’altra vita (e anche altre community), e come me parecchie altre persone della “vecchia guardia”.
Oggi, dopo 3/4 anni, il gruppo continua a votare gli admin (che hanno nick che non conosco), continuano a organizzare eventi e occasioni di incontro e hanno cambiato in parte la netiquette che ormai era vecchia e antiquata.
Quel gruppo non è morto: si è evoluto continuando a generare contenuti, aggregazione, karma positivo. In pratica community.

Gli utenti si spostano, si inseguono, si muovono a branchi e poi, in alcuni casi, ritornano, segnando la salute della community. Repsira, inspira: va tutto bene, davvero. Tu devo solo trovare il modo di conquistare nuovi utenti. Sia che quelli vecchi restino, sia che scelgano altri spazi sociali.

Quelli di YouTube si son comprati Delicious.

La cosa andava avanti da un po’, ma adesso è ufficiale: Delicious ha un nuovo proprietario (e speriamo anche nuove risorse per crescere e migliorare il servizio che è già fantastico).
Si tratta di AVOS, società fondata dai papà di YouTube proprio per gestire l’acquisizione e la continuazione del servizio.

Vi assicuro che è successo tutto da un momento all’altro :-) me ne sono accorta perché salvando un bookmark dopo un altro mi ha chiesto di accettare la nuova gestione dei miei dati.

Cinque link da mettere fra i vostri “to be read”

Discorso già noto. Per organizzare i miei bookmark io uso sia Delicious (dove finiscono taggati per bene i bookmark che uso per i miei blog, le cose interessanti e soprattutto quelle che mi piacciono), sia Read Later di Instapaper (è un sistema che mi permette, quando mi pare che una pagina web sia interessante, di salvarla con un click per poi leggerla dopo, verificando se vale la pena di archiviarla su Delicious o se è solo una cosa che mi interessa sapere o se invece non mi interessa. E basta.

Quando sparisce la delizia.

Sembra proprio che Delicious sia destinato a una morte lenta e assai controversa.
L’acquisizione da parte di Yahoo del tool per il bookmarking online (con un click salvi il link che ti interessa in una “cloud” sempre disponibile – e pubblica – dove puoi ritrovarlo in qualsiasi momento) ha fatto sì che si creasse un conflitto di interessi fra Delicious, appunto, e Yahoo Bookmarks, il servizio omologo già presente nell’offerta del grande portale americano.
E quindi? E quindi in un certo senso il panico generale.
Da una parte i servizi alternativi di bookmarking (la concorrenza, insomma) hanno già messo in homepage il link all’how-to per importare presso di loro gli archivi di Delicious.
Dall’altra gli utenti si preparano a una migrazione in massa, ma piuttosto caotica: il mercato offre servizi free, oppure a pagamento. Non tutti i servizi offrono i widget e le funzionalità offerte da Delicious, ad esempio non tutti importano i link mantenendo la categorizzazione per tag.
Chi lo fa sta già andando in panico: Diigo.com ti garantisce che dopo l’importazione dei bookmark da Delicious sui loro server “ci stanno lavorando” per farti sembrare tutto in ordine. Ma – per loro stessa ammissione (chapeau) – i server non reggono il lavoro e stanno rivendendo il codice. Ok, dita incrociate, fratelli: non ci resta che sperare.
Insomma, c’è grande panico sotto il cielo del bookmarking, soprattutto perché si tratta di servizi su cui si basano molti widget, componenti aggiuntivi, reti sociali.
Sono così importanti che secondo me (dopo le conclusioni apocalittiche del caso) ci sono solo due scenari possibili: l’acquisizione da parte di un’altra major dello strumento (Google save the Delicious?!!) o la logica accettazione da parte di Yahoo che “o si tiene Delicious aperto o si muore“. Se non altro perché mezza blogosfera mondiale sta pensando che Yahoo stia davvero perdendo una delle occasioni migliori per non chiudere uno dei servizi online più amati del web.

feed rss, elearning, pipes e quant’altro

con le cose con cui lavoro ci si gioca tutto il tempo.
quando sviluppavo cosi di eLearning, dicevamo che costruivamo mattoni con cui costruire una casa che era la formazione.
la cosa che non funzionava con l’eLearning (e non ha mai funzionato, ma probabilmente non ci sarà più bisogno che funzioni) era che ogni mattone doveva rispondere a degli standard per parlare con gli altri mattoni: insomma gli standard esistevano, ma in realtà poi dovevi sempre costruire un accrocchio per farli parlare davvero con il tuo LMS. chiunque abbia venduto un materiale eLearning dicendo: “lo si installa sul server e funziona”, ha mentito. me compresa (adesso lo posso dire).
ecco io adesso smercio cose che come i mattoni possono essere unite e disunite a piacimento, in poche semplici mosse (ok, magari i pipes all’inizio sono un po’ stronzi, ma poi si fanno addomesticare).
tu prendi di qui, metti di lì, fai così, togli questo, agganci quest’altro, fai così, fai cosà. fai tutto, in pochi secondi, tutto molto semplicemente. e se non lo fai tu trovi qualcuno che ti aiuta a farlo, o che lo fa per te.
(per vostra tranquillità: io non uso delicious, uso stumbleupon e mi trovo benissimo: lo trovo un po’ più social di delicious, un po’ meno snob – ma sono gusti… però stumbleupon non permette l’aggregazione con feedburner – a differenza di deliciuos – e quindi i miei feed li trovate qui. e quando avrò un po’ di tempo farò un pipe ;-) promesso!)