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Solo le community sane evolvono.

Le community si muovono, si rinnovano e cambiano. In modo altrettanto naturale gli utenti si spostano e migrano altrove. Non incentivare il fenomeno di drop-out, ma nello stesso tempo non ucciderlo.

Oggi mi confrontavo su FriendFeed a proposito di Delicious e delle ultime novità: alcuni si lamentavano del fatto che, da dicembre quando è iniziata la crisi del bookmark aggregator a oggi, molti utenti “storici” abbiano preso il largo. Beh, probabile. Forse meglio, no?

Rimettete a posto gli strali, ecco perché lo penso: il fatto che gli utenti cambino significa che i contenuti, i punti di vista, l’usabilità non ristagnano in un paradigma dato dall’attitudine dello “zoccolo duro”, ma si evolvono per rispondere a esigenze diverse, in modo flessibile e maturo.

Certo, perdere in blocco tutti gli utenti è un problema, ci mancherebbe, ma vedere che gli utenti si rinnovano e che c’è un costante turn-over è segno di un rinnovamento e di un mutamento che certifica il buono stato di salute in cui versa la community e il fatto che sia ancora interessante (e appetibile) per nuovi utenti.

Per molto tempo ho frequentato un gruppo di Flickr molto attivo e molto organizzato: gli admin venivano votati, c’erano dei contest (e degli eventi) con un regolamento di partecipazione, una netiquette piuttosto precisa e sempre condivisa.
A un certo punto ho mollato il colpo e ho scelto altre strade, un’altra vita (e anche altre community), e come me parecchie altre persone della “vecchia guardia”.
Oggi, dopo 3/4 anni, il gruppo continua a votare gli admin (che hanno nick che non conosco), continuano a organizzare eventi e occasioni di incontro e hanno cambiato in parte la netiquette che ormai era vecchia e antiquata.
Quel gruppo non è morto: si è evoluto continuando a generare contenuti, aggregazione, karma positivo. In pratica community.

Gli utenti si spostano, si inseguono, si muovono a branchi e poi, in alcuni casi, ritornano, segnando la salute della community. Repsira, inspira: va tutto bene, davvero. Tu devo solo trovare il modo di conquistare nuovi utenti. Sia che quelli vecchi restino, sia che scelgano altri spazi sociali.

Community management, le regole: vol. 8

Se dai voce alla community, sii preparato.
Preparato sia alle cose belle, che a quelle poco piacevoli.
Ma soprattutto sii preparato a non essere mai preparato (abbastanza).

In modo piuttosto realistico, si pensa spesso che le persone si muovano, si parlino, si confrontino, si esprimano in modo del tutto libero e che non si possa mai indovinare a priori cosa succederà a meno di non mettere loro dei paletti di riferimento che definiscano il loro spazio di manovra (path).
Ma non sempre è così: talvolta le regole sono fatte per essere non tanto violate, quanto rimesse in gioco.

Una leggenda vuole che a Rimini all’interno di un parco (il Parco Alcide Cervi, di cui vi parlerò in futuro, per altri motivi, per ora vediamolo come la nostra community), il sentiero segnato dal piano urbanistico (path) ha subito negli anni una modifica piuttosto sostanziale: le persone che frequentavano il parco, che taglia la città in due, permettendo di muoversi molto velocemente, hanno iniziato a “evitare” il percorso segnato, passando per il prato, in modo da accorciare il percorso da fare (desire path).
Questo ha fatto sì che l’amministrazione del comune (community manager) modificasse il piano urbanistico accettando la scorciatoia (inaspettata al momento della sua stesura) e premiando il comportamento degli utenti.

Avete altri esempi di community manager altrettanto capaci di ascoltare gli utenti e di tornare sui propri passi? :-)

Community management, le regole: vol. 7

Ti venisse mai in mente di scrivere di una cosa che non conosci bene, fermati.
La supercazzola in community diventa un boomerang. Dritto sui denti.
Chiedi, informati, cerca, documentati. Oppure meglio ancora chiedi a loro, agli utenti. E falli parlare. Non è questo il tuo mestiere?

(in senso lato, un po’ fuori contesto ma mica tanto: si parla tanto di curation e ci sarà sicuramente fra un giorno o fra un anno qualcuno che ne farà un mestiere. Per evitare di dare a un consulente un sacco di soldi per parlarti dell’ovvio, diventa per primo tu consulente di te stesso: chiedi alla tua community di dirti cose, di selezionare e aggregare informazioni, di rendere rilevanti quelle che davvero dicono qualcosa di importante, di diventare un consumatore esperto e anche parlante)

Community management, le regole: vol. 6

Per quanto possibile (ho sempre desiderato un mondo migliore, e lo ritengo possibile, e so quanto può essere difficile trovarlo) cerca di divertirti, di mantenere alta la guardia ma di leggere quello che i tuoi utenti scrivono con la curiosità di chi non sa e vuole capire.

Il fatto che tu sul tuo schermo veda più bottoni e link di loro non significa che tu – di quello che li tiene tutti lì, all’interno della community – ne sappia di più. Anzi.

Stay hungry, stay foolish.
E non lo dico mio, lo ha detto Steve Jobs  nel 2005 – se non hai ancora visto questo filmato, forse sei un marziano e non lo sai :-)

Community non solo online.

Una delle community più belle che io conosca è quella degli ascoltatori di Isoradio.
Fra gli ascoltatori e i conduttori si crea un filo incredibile di solidarietà e condivisione delle informazioni e della vita.
Noi l’ascoltiamo spesso, anche per la selezione musicale, che è tranquilla e rilassata come è giusto che sia la colonna sonora di lunghi tragitti in auto (o anche in camion).
E tutte le volte ci stupiamo un po’: niente di più semplice di sentire una conduzione come questa.

Tre chilometri di Fila sulla Salerno-Reggio Calabria per incidente” [inizia "Ti sposerò" di Lorenzo Jovanotti. A metà della canzone si interrompe perché il conduttore interviene per dire...] “Alfonso ci scrive via sms che la coda sulla Salerno-Reggio Calabria si sta risolvendo e il traffico ricomincia a scorrere. Vi ricordo che se siete alla guida non dovete usare il cellulare…” [ricomincia la musica, alla conclusione sempre lui precisa...] “Alfonfo ci scrive che sta guidando suo fratello Pasquale, quindi lui può mandarci sms. Bene, meglio così. Continuiamo segnalandovi la presenza di animali liberi sul tratto della Modena Brennero dopo il casello di Reggiolo Rolo, in direzione…” …eccetera eccetera.

Non ci sono feed e non ci sono avatar, ma non è una perfetta community anche questa?

Friccico al core

Oggi ho parlato con un’amica che sta iniziando a progettare una community e che mi ha chiesto di darle una mano. All’inzio ero piuttosto intimidita dal tema, dai paletti che le ha dato il cliente, dal fatto che tutto sommato è tanto che non metto mano a un progetto comunicativo dal suo nascere. Poi, beh… poi a un certo punto ho risentito quel lontano friccico al core che mi fa dire: “Che voglia che fare questa cosa!”. E mi sono sentita contenta.