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learning by socializing

assunto: i blogger non sono (tutti) bravi a fotografare, ma come le spugne apprendono nell’ambiente in cui socializzano, e quindi diventano bravi.
sul perchè esistano i social network e le community online si è detto tanto e non si è mai detto abbastanza. io lo sto capendo solo ultimamente: se fino a qualche tempo fa avrei risposto “per conoscere persone”, adesso aggiungo “e per imparare dalle conversazioni che vengono generate”.
le community specialistiche soprattutto da questo punto di vista sono la manna dal cielo. prendiamo flickr. e prendiamo il mio. parlo del mio perché mi è più semplice, probabilmente potete prendere il vostro flickr o quello del vicino di banco e potrebbe funzionare lo stesso.
la mia prima foto sui flickr è questa. e risale al 1999: isotta era appena arrivata, io scattavo con un’analogica compatta. la foto è una scansione.
questa è la prima foto con una digitale compatta “seria”.
questa è la prima foto fatta con una reflex (mia, non in prestito).
questa è una delle ultime di cui vado fiera.
in 4 anni di flickr ho frequentato a lungo un gruppo di fotografi di milano e con loro sono andata in ferie, in giro per la città, in giro per locali, ho organizzato photo walking e – poi la rete si infittisce – anche progetti più grandi.
io non so se sono davvero una brava fotografa, ma ho imparato moltissimo dal guardare gli altri, che magari non sono bravio fotografi, ma hanno altre esperienze, altri occhi, altre prospettive.
massi mi ha insegnato l’apertura del diaframma in un giorno di mostra alla triennale, stefano mi ha insegnato a costruire la foto pensandola, luca mi spinge sempre un passo indietro anche se non lo sa, matteo mi ha regalato un giorno intero di 24-105 e la mia vita non è più stata la stessa, laura mi ha detto “osa!” e ho osato, ale e ba mi hanno fatto sentire in dovere e in grado di comprare il lattice liquido per quella foto che non so mai fare.
sono tutte persone che ho conosciuto online, di cui amo le foto e da cui ho sempre nuovi insegnamenti. quando penso a un set cerco informazioni, spunti e suggestioni su photostream di persone che hanno già fatto un set come quello che vorrei fare io. insomma studio su un meraviglioso suissidiario immenso e sempre in evoluzione che se non fosse sociale non sarebbe divertente, perchè voi lo sapete vero che il miglior metodo di apprendimento è quello dei ragazzini alle elementari che sono esattamente ciò che l’essere umano è nel profondo: individui incapaci di apprendere per più di un quarto d’ora, alternando sessioni di concentrazione a interventi ludici.
come fotografa sono particolarmente dotata? forse sì. ma chiunque vive in un contesto in cui viene sviluppata una capacità (anche se non è la primaria chiave di socializzazione del gruppo) e ha intenzione di mettersi in gioco su quella capacità, apprende socializzando informazioni su quella capacità.
in una famiglia (in cui ovviamente il primo legame è quello affettivo) in cui almeno uno dei due genitori sia bravo a cucinare, il figlio (o la figlia) – se è interessato a farlo – imparerà a cucinare, magari non in senso assoluto ma sviluppando un talento, che se non c’è non trova motivo di sviluppare interesse.
quindi provate a prendere uno stream di un qualsiasi vostro amico, qualsiasi vostro conoscente, che sapete amante della fotografia e particolarmente attivo in contesti socializzanti online, e verificatene l’evoluzione. e preparatevi a stupirvi.
corollario: gli amici ti dicono più facilmente che sei bravo, rispetto a dirti che sei “normale”. niente di male: sono amici anche (e soprattutto) per questo.

e il reciproco?

I understand that if I send bloggers products for review, they are not obligated to comment on them. Bloggers can return products at their own discretion.

tramite feba, supplisco a una mia ignorante mancanza: esiste un decalogo del womma per la condotta degli uomini buzz.
ma il problema è: esiste un decalogo anche per i blogger che vengono coinvolti nel buzz?

le regole del community manager

regola numero 1 del community manager: non sottovalutare mai i tuoi utenti.
regola numero 2 del community manager: se fornisci un servizio ad altissimo rischio di critiche, modera i commenti in modalità ex-ante.
regola numero 3 del community manager: non tutti nascono community manager. non tutti lo diventano.
regola numero 4 del community manager: non parlare del community management con chi pensa di aver già capito tutto e di aver già tutte le risposte. è tempo sprecato.

l’esempio del blog della rai per pechino 2008 ne è un buon esempio. di come non andrebbero fatte le cose.

spizzichi e glam bocconi

da tempo Cristina D’Antonio segue con molta testardaggine e molta passione (ma anche molti dubbi) un blog (nato in due minuti e in progress da sempre) legato alla rivista Glamour. si tratta del blog che tutti i lettori di una rivista vorrebbero: anticipazioni, dietro le quinte e gli scampoli restati dai tagli dell’ultima scelta prima dell’andata in stampa. il tutto commentabile.
ogni tanto Cristina mi chiede morsi di qua e di là, cose rimaneggiate da vecchie cose, scatti perduti nel dimenticatoio e nuovi spunti: approfittatene.