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	<title>auroraghini.com &#187; dissertauro</title>
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		<title>Vuoi attirare l&#8217;attenzione? Chiedimi come.</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jul 2011 09:42:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ieri sera tornavo a casa un po&#8217; stanca e un po&#8217; sovrappensiero. Quando mi capita di essere così, mi piace camminare. Sono scesa a una fermata prima della metropolitana e ho percorso il vialone che mi porta a casa, un po&#8217; rimuginando, un po&#8217; facendo piani A, un po&#8217; rivalutando piani B. A un certo punto mi sono trovata a un incrocio a dare (in contemporanea)  la precedenza a un passeggino, far passare dei bambini che correvano e a evitare la furia di una signora che stava attraversando di fretta. Mentre mi voltavo per far spazio a tutti, il mio occhio è caduto sulla spilla mimetizzata sulla maglietta a righe di una ragazza sudamericana: Vuoi perdere peso? Chiedimi come. Non devo &#8211; credo &#8211; stare qui a spiegarvi di chi sia l&#8217;iniziativa ed è lontanissimo da me il pensiero di propinarvi i prodotti in questione. Quello che so è che &#8211; però &#8211; quella pin (tecnologia 0.1 a un costo bassissimo, ormai superata e arcaica) ha superato qualsiasi ostacolo visivo e di attenzione (ero in mezzo a un incrocio, stavo cercando di non sbattere contro nessuno e il mio principale obiettivo era che nessuna macchian sbattesse contro me). Altro che [...]


No related posts.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="socialize-in-content" style="float:right;"><div class="socialize-in-button socialize-in-button-vertical"><a href="http://twitter.com/share" class="twitter-share-button" data-url="http://www.auroraghini.com/2011/07/22/vuoi-attirare-lattenzione-chiedimi-come/" data-text="Vuoi attirare l&#8217;attenzione? Chiedimi come." data-count="vertical" data-via="@tentatividiauro" ><!--Tweetter--></a></div><div class="socialize-in-button socialize-in-button-vertical"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.auroraghini.com/2011/07/22/vuoi-attirare-lattenzione-chiedimi-come/&amp;layout=box_count&amp;show_faces=true&amp;width=50&amp;action=like&amp;font=arial&amp;colorscheme=light&amp;height=65" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:50px !important; height:65px;" allowTransparency="true"></iframe></div><div class="socialize-in-button socialize-in-button-vertical"><script type="in/share" data-url="http://www.auroraghini.com/2011/07/22/vuoi-attirare-lattenzione-chiedimi-come/" data-counter="top"></script></div></div><p>Ieri sera tornavo a casa un po&#8217; stanca e un po&#8217; sovrappensiero. Quando mi capita di essere così, mi piace camminare. Sono scesa a una fermata prima della metropolitana e ho percorso il vialone che mi porta a casa, un po&#8217; rimuginando, un po&#8217; facendo piani A, un po&#8217; rivalutando piani B.<br />
A un certo punto mi sono trovata a un incrocio a dare (in contemporanea)  la precedenza a un passeggino, far passare dei bambini che correvano e a evitare la furia di una signora che stava attraversando di fretta.<br />
Mentre mi voltavo per far spazio a tutti, il mio occhio è caduto sulla spilla mimetizzata sulla maglietta a righe di una ragazza sudamericana: <em>Vuoi perdere peso? Chiedimi come.</em><br />
Non devo &#8211; credo &#8211; stare qui a spiegarvi di chi sia l&#8217;iniziativa ed è lontanissimo da me il pensiero di propinarvi i prodotti in questione.<br />
Quello che so è che &#8211; però &#8211; quella <em>pin</em> (tecnologia 0.1 a un costo bassissimo, ormai superata e arcaica) ha superato qualsiasi ostacolo visivo e di attenzione (<em>ero in mezzo a un incrocio, stavo cercando di non sbattere contro nessuno e il mio principale obiettivo era che nessuna macchian sbattesse contro me</em>).<br />
Altro che <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Banner_blindness">banner blindness</a>.</p>


<p>No related posts.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Questo l&#8217;ho scritto io.</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Jun 2011 10:39:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>aurora</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ognio tanto mi capita di scrivere per Girl Geek Life: l&#8217;ho fatto anche oggi. Innanzitutto, partiamo dalle basi: cosa significa trasferire un blog? Significa che procedete al trasloco del nostro blog da un servizio di hosting (per esempio, Aruba o Dreamhost) a un altro. Questo potrebbe accadere per svariati motivi: per un’offerta migliore, per una mancanza nel servizio, per un’opportunità. Resta il fatto che tutti, più o meno, un giorno decidono di cambiare hosting, domani potrebbe capitare a voi. Avendo aperto il mio primo blog nel 2002 e non avendone (quasi) mai perso tracce in Rete, nonostante il cambio di almeno 4 hosting, mi posso considerare se non proprio un’esperta di trasferimento dei blog, quanto meno una che ci ha provato, sbagliando molto, ma anche con discreti successi. La vera (e completa) spiegazione di come fare è opera (massima) di Andrea Beggi, che ne ha parlato all’ultimo WordCamp di Milano, con dovizia di particolari. Io mi limito solo a darvi due o tre dritte dettate dal buon senso, che vi suggerisco di tenere a mente. Per i tecnicismi vi rimando alla presentazione di Andrea (che trovate in fondo al post)! [continua qui] Ti potrebbe interessare leggere anche:Il blog questo (defunto?) [...]


Ti potrebbe interessare leggere anche:<ol><li><a href='http://www.auroraghini.com/2011/05/10/blog-mort/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Il blog questo (defunto?) sconosciuto.'>Il blog questo (defunto?) sconosciuto.</a></li>
<li><a href='http://www.auroraghini.com/2011/01/13/i-miei-due-giorni-di-celebrita/' rel='bookmark' title='Permanent Link: I miei due giorni di celebrità.'>I miei due giorni di celebrità.</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="socialize-in-content" style="float:right;"><div class="socialize-in-button socialize-in-button-vertical"><a href="http://twitter.com/share" class="twitter-share-button" data-url="http://www.auroraghini.com/2011/06/24/come-trasferire-un-blog/" data-text="Questo l&#8217;ho scritto io." data-count="vertical" data-via="@tentatividiauro" ><!--Tweetter--></a></div><div class="socialize-in-button socialize-in-button-vertical"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.auroraghini.com/2011/06/24/come-trasferire-un-blog/&amp;layout=box_count&amp;show_faces=true&amp;width=50&amp;action=like&amp;font=arial&amp;colorscheme=light&amp;height=65" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:50px !important; height:65px;" allowTransparency="true"></iframe></div><div class="socialize-in-button socialize-in-button-vertical"><script type="in/share" data-url="http://www.auroraghini.com/2011/06/24/come-trasferire-un-blog/" data-counter="top"></script></div></div><p>Ognio tanto mi capita di scrivere per <a href="http://www.girlgeeklife.com/">Girl Geek Life</a>: l&#8217;ho fatto anche oggi.</p>
<blockquote><p><strong>Innanzitutto, partiamo dalle basi: cosa significa trasferire un blog?</strong><br />
Significa che procedete al trasloco del nostro blog da un servizio di hosting (per esempio, Aruba o Dreamhost) a un altro.<br />
Questo potrebbe accadere per svariati motivi: per un’offerta migliore, per una mancanza nel servizio, per un’opportunità. Resta il fatto che tutti, più o meno, un giorno decidono di cambiare hosting, domani potrebbe capitare a voi.<br />
Avendo aperto il mio primo blog nel 2002 e non avendone (quasi) mai perso tracce in Rete, nonostante il cambio di almeno 4 hosting, mi posso considerare se non proprio un’esperta di trasferimento dei blog, quanto meno una che ci ha provato, sbagliando molto, ma anche con discreti successi.</p>
<p>La vera (e completa) spiegazione di come fare è opera (massima) di <a href="http://www.andreabeggi.net">Andrea Beggi</a>, che ne ha parlato all’ultimo WordCamp di Milano, con dovizia di particolari. Io mi limito solo a darvi due o tre dritte dettate dal buon senso, che vi suggerisco di tenere a mente. Per i tecnicismi vi rimando alla presentazione di Andrea (che trovate in fondo al post)!</p>
<p>[<a href="http://www.girlgeeklife.com/2011/06/consigli-per-il-cambio-di-hosting-di-un-blog/">continua qui</a>]</p></blockquote>


<p>Ti potrebbe interessare leggere anche:</p><ol><li><a href='http://www.auroraghini.com/2011/05/10/blog-mort/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Il blog questo (defunto?) sconosciuto.'>Il blog questo (defunto?) sconosciuto.</a></li>
<li><a href='http://www.auroraghini.com/2011/01/13/i-miei-due-giorni-di-celebrita/' rel='bookmark' title='Permanent Link: I miei due giorni di celebrità.'>I miei due giorni di celebrità.</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Il blog questo (defunto?) sconosciuto.</title>
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		<pubDate>Tue, 10 May 2011 13:50:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>aurora</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In modo del tutto inaspettato in giro di tre giorni mi trovo a dover spiegare come progettare un blog personale a ben 4 amici: una coppia di 40enni magari non proprio computer addicted, ma insomma nemmeno dei fresconi, un ragazzo di 25 anni che si occupa di illustrazioni e &#8220;grafica tradizionale&#8221; e una ragazza di 19 che &#8220;per me esiste solo Facebook, questo lo faccio perché devo&#8221;. Mi viene il dubbio che il blog non sia del tutto morto, ma che sia stato solo dimenticato. Forse è per questo che magari nei prossimi tempi ve ne parlerò un po&#8217; di più, un po&#8217; più spesso. Non tanto da un punto di vista tecnico (per quello, il vero guru è lui), quanto dal punto di vista di progettazione, facilitazione e soluzione. Che ne dite? No related posts.


No related posts.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="socialize-in-content" style="float:right;"><div class="socialize-in-button socialize-in-button-vertical"><a href="http://twitter.com/share" class="twitter-share-button" data-url="http://www.auroraghini.com/2011/05/10/blog-mort/" data-text="Il blog questo (defunto?) sconosciuto." data-count="vertical" data-via="@tentatividiauro" ><!--Tweetter--></a></div><div class="socialize-in-button socialize-in-button-vertical"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.auroraghini.com/2011/05/10/blog-mort/&amp;layout=box_count&amp;show_faces=true&amp;width=50&amp;action=like&amp;font=arial&amp;colorscheme=light&amp;height=65" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:50px !important; height:65px;" allowTransparency="true"></iframe></div><div class="socialize-in-button socialize-in-button-vertical"><script type="in/share" data-url="http://www.auroraghini.com/2011/05/10/blog-mort/" data-counter="top"></script></div></div><p>In modo del tutto inaspettato in giro di tre giorni mi trovo a dover spiegare come progettare un blog personale a ben 4 amici: una coppia di 40enni magari non proprio computer addicted, ma insomma nemmeno dei fresconi, un ragazzo di 25 anni che si occupa di illustrazioni e &#8220;grafica tradizionale&#8221; e una ragazza di 19 che &#8220;per me esiste solo Facebook, questo lo faccio perché devo&#8221;.<br />
Mi viene il dubbio che il blog non sia del tutto morto, ma che sia stato <em>solo</em> dimenticato.<br />
Forse è per questo che magari nei prossimi tempi ve ne parlerò un po&#8217; di più, un po&#8217; più spesso.<br />
Non tanto da un punto di vista tecnico (per quello, <a href="http://www.andreabeggi.net">il vero guru è lui</a>), quanto dal punto di vista di progettazione, facilitazione e <em>soluzione</em>.<br />
Che ne dite?</p>


<p>No related posts.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;unico vero &#8220;nofollow&#8221;.</title>
		<link>http://www.auroraghini.com/2011/04/12/informazione-registrazione-documentare/</link>
		<comments>http://www.auroraghini.com/2011/04/12/informazione-registrazione-documentare/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 12 Apr 2011 09:20:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>aurora</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un mese fa ho avuto il piacere di assistere a una lezione del professor Maurizio Ferraris (docente di di Filosofia Teoretica a Torino) durante la quale ha ricordato che una cosa esiste solo se e fino a quando è documentata: &#8220;se non ci sono scritture/memoria, non è esistito&#8220;. Questo significa &#8211; fra le altre cose &#8211; un sacco di cose fra cui il fatto che il mercato di sistemi di memoria ausiliare sia attualmente fiorentissimo, proprio per sedare il bisogno di sapere di esistere delle persone e colmare il gap fra memoria disponibile (il nostro cervello) e memoria necessaria. Ancora prima della puntata di ieri di Report, dirne di ogni sulla Rete, la privacy, i dati, i profili, la libera espressione delle idee era piuttosto di moda. Il diritto all&#8217;oblio, la cache di Google, &#8220;everything is forwardable&#8221; sono concetti forse difficili da spiegare ma che spesso diventano facili da subire. Quindi fatevi dire una cosa semplice semplice: se volete scrivere da qualche parte una cosa e poi essere certi che non ne restino tracce, date retta a Ferraris: scrivetelo sulla spiaggia battuta dalle onde. Spariranno arrese alla placida e inattaccabile indifferenza della natura, contro la quale nemmeno Google può fare [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<div class="socialize-in-content" style="float:right;"><div class="socialize-in-button socialize-in-button-vertical"><a href="http://twitter.com/share" class="twitter-share-button" data-url="http://www.auroraghini.com/2011/04/12/informazione-registrazione-documentare/" data-text="L&#8217;unico vero &#8220;nofollow&#8221;." data-count="vertical" data-via="@tentatividiauro" ><!--Tweetter--></a></div><div class="socialize-in-button socialize-in-button-vertical"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.auroraghini.com/2011/04/12/informazione-registrazione-documentare/&amp;layout=box_count&amp;show_faces=true&amp;width=50&amp;action=like&amp;font=arial&amp;colorscheme=light&amp;height=65" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:50px !important; height:65px;" allowTransparency="true"></iframe></div><div class="socialize-in-button socialize-in-button-vertical"><script type="in/share" data-url="http://www.auroraghini.com/2011/04/12/informazione-registrazione-documentare/" data-counter="top"></script></div></div><p>Un mese fa ho avuto il piacere di assistere a una lezione del professor <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Maurizio_Ferraris">Maurizio Ferraris</a> (docente di di Filosofia Teoretica a Torino) durante la quale ha ricordato che una cosa <em>esiste </em>solo se e fino a quando è documentata: &#8220;<em>se non ci sono scritture/memoria, non è esistito</em>&#8220;.</p>
<p>Questo significa &#8211; fra le altre cose &#8211; un sacco di cose fra cui il fatto che il mercato di sistemi di memoria ausiliare sia attualmente fiorentissimo, proprio per sedare il bisogno di <em>sapere di esistere</em> delle persone e colmare il gap fra memoria disponibile (il nostro cervello) e memoria necessaria.<br />
<a href="http://www.google.it/url?sa=t&amp;source=video&amp;cd=1&amp;ved=0CDMQtwIwAA&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3D50GXfWjn4ZY&amp;rct=j&amp;q=report%2010%20aprile&amp;ei=BCijTZavKY2MswbKy_mHAg&amp;usg=AFQjCNEaOa0OQhJrQQixVQTE3k3LUjrFYA&amp;cad=rja"><br />
Ancora prima della puntata di ieri di Report</a>, dirne di ogni sulla Rete, la privacy, i dati, i profili, la libera espressione delle idee era piuttosto di moda. Il diritto all&#8217;oblio, la cache di Google, &#8220;<a href="http://www.lalui.it/blog/2008/10/02/everything-is-forwardable/">everything is forwardable</a>&#8221; sono concetti forse difficili da spiegare ma che spesso diventano facili da subire.</p>
<p>Quindi fatevi dire una cosa semplice semplice: se volete scrivere da qualche parte una cosa e poi essere certi che non ne restino tracce, date retta a Ferraris: scrivetelo sulla spiaggia battuta dalle onde.<br />
<em>Spariranno arrese alla placida e inattaccabile indifferenza della natura, contro la quale nemmeno Google può fare qualcosa.<br />
Certo&#8230; a meno che non passi il satellite di <a href="http://maps.google.com">Google Maps</a> proprio lì, proprio in quel preciso momento&#8230; ma allora quella è sfiga, però! :-)<br />
</em></p>
<p><em>Se vi piace l&#8217;idea comunque, guardatevi questo filmato tratto da una delle lezioni di Ferraris, merita davvero.</em><br />
<object width="480" height="390"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/d8oqdWlDdaY?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/v/d8oqdWlDdaY?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>


<p>No related posts.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Community management, le regole: vol. 8</title>
		<link>http://www.auroraghini.com/2011/03/24/community-management-desire-path/</link>
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		<pubDate>Thu, 24 Mar 2011 13:15:43 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[le regole del community management]]></category>
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		<category><![CDATA[path]]></category>
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		<description><![CDATA[Se dai voce alla community, sii preparato. Preparato sia alle cose belle, che a quelle poco piacevoli. Ma soprattutto sii preparato a non essere mai preparato (abbastanza). In modo piuttosto realistico, si pensa spesso che le persone si muovano, si parlino, si confrontino, si esprimano in modo del tutto libero e che non si possa mai indovinare a priori cosa succederà a meno di non mettere loro dei paletti di riferimento che definiscano il loro spazio di manovra (path). Ma non sempre è così: talvolta le regole sono fatte per essere non tanto violate, quanto rimesse in gioco. Una leggenda vuole che a Rimini all&#8217;interno di un parco (il Parco Alcide Cervi, di cui vi parlerò in futuro, per altri motivi, per ora vediamolo come la nostra community), il sentiero segnato dal piano urbanistico (path) ha subito negli anni una modifica piuttosto sostanziale: le persone che frequentavano il parco, che taglia la città in due, permettendo di muoversi molto velocemente, hanno iniziato a &#8220;evitare&#8221; il percorso segnato, passando per il prato, in modo da accorciare il percorso da fare (desire path). Questo ha fatto sì che l&#8217;amministrazione del comune (community manager) modificasse il piano urbanistico accettando la scorciatoia (inaspettata al [...]


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<li><a href='http://www.auroraghini.com/2011/01/04/regole-community-management-2/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Community management, le regole: vol. 2'>Community management, le regole: vol. 2</a></li>
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			<content:encoded><![CDATA[<div class="socialize-in-content" style="float:right;"><div class="socialize-in-button socialize-in-button-vertical"><a href="http://twitter.com/share" class="twitter-share-button" data-url="http://www.auroraghini.com/2011/03/24/community-management-desire-path/" data-text="Community management, le regole: vol. 8" data-count="vertical" data-via="@tentatividiauro" ><!--Tweetter--></a></div><div class="socialize-in-button socialize-in-button-vertical"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.auroraghini.com/2011/03/24/community-management-desire-path/&amp;layout=box_count&amp;show_faces=true&amp;width=50&amp;action=like&amp;font=arial&amp;colorscheme=light&amp;height=65" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:50px !important; height:65px;" allowTransparency="true"></iframe></div><div class="socialize-in-button socialize-in-button-vertical"><script type="in/share" data-url="http://www.auroraghini.com/2011/03/24/community-management-desire-path/" data-counter="top"></script></div></div><p><em>Se dai voce alla community, <a href="http://www.auroraghini.com/2011/02/18/community-management-gestione-ansia/">sii preparato</a>.<br />
Preparato sia alle cose belle, che a quelle poco piacevoli.<br />
Ma soprattutto sii preparato a non essere mai preparato (abbastanza).</em></p>
<p>In modo piuttosto realistico, si pensa spesso che le persone si muovano, si parlino, si confrontino, si esprimano in modo del tutto libero e che non si possa mai indovinare a priori cosa succederà a meno di non mettere loro dei paletti di riferimento che definiscano il loro spazio di manovra (<em>path</em>).<br />
Ma non sempre è così: talvolta le regole sono fatte per essere non tanto violate, quanto rimesse in gioco.</p>
<p>Una leggenda vuole che a Rimini all&#8217;interno di un parco (il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Parco_Alcide_Cervi">Parco Alcide Cervi</a>, di cui vi parlerò in futuro, per altri motivi, per ora vediamolo come la nostra <em>community</em>), il sentiero segnato dal piano urbanistico (<em>path</em>) ha subito negli anni una modifica piuttosto sostanziale: le persone che frequentavano il parco, che taglia la città in due, permettendo di muoversi molto velocemente, hanno iniziato a &#8220;evitare&#8221; il percorso segnato, passando per il prato, in modo da accorciare il percorso da fare (<em><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Desire_path">desire path</a></em>).<br />
Questo ha fatto sì che l&#8217;amministrazione del comune (<em>community manager</em>) modificasse il piano urbanistico accettando la <em>scorciatoia </em>(inaspettata al momento della sua stesura) e premiando il comportamento degli <em>utenti</em>.</p>
<p>Avete altri esempi di community manager altrettanto capaci di ascoltare gli utenti e di tornare sui propri passi? :-)</p>


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