Category Archives: (ordinaria) follia

Basta litigare con le commesse dei negozi!

La Corea è uno dei paesi con il più elevato commuting time al mondo.
Questo significa non solo che il mercato dei contenuti online (soprattutto video) è molto più alto che altrove, ma anche che le persone devono ottimizzare moltissimo i tempi cercando di sfruttare al meglio i tempi morti dei viaggi quotidiani.

In questo video si spiega come Tesco abbia conquistato una grandissima parte di mercato GDO proprio in Corea.

Voi fareste mai shopping così? Io, forse, sì.


(grazie a Stefigno per il link)

Mamma, ho perso le stats!

Se cliccando su Site Stats ricevete come risposta “Your WordPress.com account, auro is not authorized to view the stats of this blog”, don’t panic! (oh well, I did).
Ecco la soluzione, nice and easy (sia chiaro: lo dico solo perché dopo 5 minuti buoni di panico, ho cercato online e ho visto che un sacco di gente aveva avuto il mio stesso problema, e lo aveva risolto facilmente).

  1. Disattivate il plugin WPStats.
  2. Scaricate e installate JetPack
  3. Attivate JetPack e collegatelo al vostro account su WordPress.
  4. Rieccovi le vostre statistiche, potete tornare a respirare.

Le infografiche che ci raccontano quisquiglie.

Un pezzetto di Facebook è di Bono, Bono Vox.
Ma non tanto. Solo 750 milioni di dollari.

Nel 2010, in USA sono riusciti a spendere quasi 300 milioni di dollari in pubblicità su MySpace. Avete letto bene.

Se non ho sbagliato a fare i calcoli, se ogni carattere di un aggiornamento di Twitter fosse un millimetro, allinenadoli uno dietro l’altro si farebbero circa 4 giri di Equatore.

RIP

Bloglines è morto. Viva Bloglines.
Per chi non è un nativo digitale, ma ha dovuto imparare – con la fascia da pioniere – cosa sono i blog, cosa sono i feed, come si legge su Internet, cosa si legge, ecco… l’idea che uno strumento come Bloglines possa da un giorno sparire è un po’ come dover ipotizzare che (davvero) un giorno Facebook cederà il passo.
Cosa che noi tutti sappiamo, ma che non vogliamo nemmeno prendere in considerazione.

mezzo, e movente

il lavoro si cerca (ma soprattutto si offre) sui social network.
a questo punto per chi cerca avere un twitter non sarà solo consigliato, ma obbligatorio. e molto furbo.
dall’altra parte, per chi offre, sarà imperativo cambiare tono e comunicazione, dedicandosi (e dedicando risorse) finalmente verso il mondo social.
il lato negativo (purtroppo) sarà che saranno molti gli HR specialist che cercheranno lavoro. su twitter.
qualcuno ha già trovato lavoro così? grazie a un twitter o a un social network?

non sarebbe meglio buzzare su fb?

l’altro giorno mi hanno ricordato che i blogger in italia sono poco più di un milione su un numero di utenti delle Rete di circa 22 milioni.
non sono certa dei numeri, diciamo che mi fido.
qui vincos dà un po’ di numeri su facebook… diciamo che a prima vista forse il buzz dovrebbe indirizzarsi più verso facebook che verso i blogger. che ne dite?
non ho detto che è io sia d’accordo, mi tengo piuttosto super partes: mi chiedo solo se questo secondo voi “make sense”.

il segno dei tempi

in un commento su friendfeed, ho scritto “copiare a mano” intendendo dire “fare copia e incolla, usando la tastiera” e non importando automaticamente i contenuti.
rispetto all’attività dei monaci manuensi (mi dicono che si scrive amanuensi, e io mi scuso per il refuso e la mia ignoranza) è un’azione irrisoria, che però ai tempi nostri pare quella stessa faticosa (apparentemente) perdita di tempo dei monaci amanuensi.