Category Archives: my own private chaos

applicazione intelligente della rete, 2

il museo rejina sofia di madrid cerca per la rete le foto che vengono fatte alla sua struttura e le raggruppa tutte in un gruppo di flickr, che si chiama “raccontare il reina sofia”. è un’idea intelligente, semplice e intelligente. chapeau.
SPAM – a me hanno questo di aggiungere questa e io ne sono parecchio onorata.

organizzare un viaggio online

siamo stati una settimana in mar rosso. prima della partenza eravamo un po’ preoccupati di scegliere un posto che ci piacesse, non tanto per il mare, quanto per il villaggio: da bravi geek – siamo un po’ (tanto) asociali e non sopportiamo le invasioni dei nostri spazi, da persone intelligenti – tendiamo a voler evitare il più possibile gli italiani, e infine volevamo evitare di finire in un miniclub costante.
dapprima abbiamo cercato sui soliti siti lastminute (hanno tutti lo stesso motore, cambia solo la skin), poi ci siamo un po’ affidati ai forum e ai siti. abbiamo escluso alcuni villaggi, abbiamo definito il budget e abbiamo definito la tipologia di trattamento che cercavamo, anche in base alla categoria dell’albergo: questo ci ha permesso di individuare una ventina di soluzioni.
abbiamo aperto un google doc e abbiamo inserito tutte le informazioni (più o meno) necessarie e fondamentali (location, costo, trattamento, distanza dalla spiaggia, operativi di volo. e in ultimo una colonna chiamata TA (= Trip Advisor).
luca (io non ho quasi fatto niente in questa fase, se non caragnare e fare la maestrina dalla penna rossa) ha guardato un bel po’ di recensioni, cercando fra quelle più recenti e valutando fra quelle migliori e quelle peggiori le caratteristiche evidenziati dagli utenti. alla fine ha vinto quello che (l’ho letto su internet, quindi ci credo):
- aveva un nome da difendere (anche online)
- aveva un trattamento hard all inclusive garantito, cioè quel tipo di trattamento per cui entri in villaggio e non cacci più un soldo, a detta di tutti gli utenti (ad esempio, tutti dicevano che l’acqua veniva servita in bottiglie sigillate, che in un paese che non ha acqua potabile non è proprio una scemenza)
- aveva quasi unicamente recensioni in inglese, scritte da inglesi
- aveva recensioni che raramente citavano la famigerata animazione
- in nessuna recensione veniva citato il miniclub
- aveva un solo tour operator italiano (verificato su google)
- c’erano delle foto su flickr, e un video tour su youtube fatto da un ospite della struttura.
costava un po’ (non tanto più degli altri) e il tour operator ci ispirava fiducia, nessuno su nessun forum se ne lamentava, nessuno parlava di truffe o di disguidi. ok, andata!
la vacanza è stata perfetta, il villaggio era esattamente come ce lo aspettavamo, sapevamo già cosa chiedere, conoscevamo un po’ i trucchi e quali erano i suoi punti forti. eravamo preparati, avevamo studiato. poi, sigh, siamo tornati.

ma tu lavori per il web!

sì ma adoro la tipografia. da sempre. è una questione di dna, credo.
quando ero piccola mia mamma e mio nonno passavano le loro giornate a “fare i tipo”, diceva lei. mio nonno ha poi pubblicato una fascicolo di stampe, che ha chiamato interpretazioni grafiche: sono dei testi di calvino, sciascia, pirandello scritti seguendo pattern (adesso li chiameremmo così) visuali.
io amo la tipografia, anche se son schiava del garamond, del verdana e peggio ancora del comic sans.

preparando la scaletta

l’8 di maggio sarò ospite dell’ultima lezione di quest’anno accademico del corso di editoria multimediale tenuto dal professor Corrado de Francesco (di cui ho parlato qui). la lezione sarà questa e io non vedo l’ora di conoscere quel cedro del libano. visto che sto preparando giusto giusto 5 o 6 slide divertenti per spiegare bene chi sono, mi chiedo se sotto il cedro ci sarà il proiettore.

puntaperotti

la rete è un luogo strano. mai e poi mai avrei pensato di capitare in una giuria nazionale insieme a fabio treves, ciwati e stefano zecchi. per fortuna che c’erano anche marco e fabio fimiani (di radiopop), che almeno mi sentivo un po’ in famiglia.
con loro e con altri giurati, abbiamo votato i peggiori ecomostri italiani.
(grazie a marcello e a lele)

il mio primo capo

oggi cercando informazioni su un corso post-laurea sono finita sul suo blog.
lui è stato la prima persona al mondo – a parte mamma e papà – che mi abbia detto (insieme a lui): “brava”.
nel 1997 ha scommesso su internet e ha vinto. io ero da qualche tempo in scia a quella scommessa (un po’ per caso, anche se è stato con lui che ho imparato che si impara sempre e che si deve lavorare sodo, sempre, e mantenere il controllo, sempre, e non perdersi mai, mai, e tutto quello che è arrivato dopo – nel bene e nel male – me lo sono meritato), e se guardo indietro, la strada fatta, gli ostacoli, le botte di culo, le curve a gomito, le discese ardite (e le risalite), beh… mi dico che la vita che fa adesso, la scelta della montagna, è esattamente quello che mi aspettavo da lui. e forse quella che faccio io, è esattamente quella che si aspettava da me.
e so anche che se il dottor de francesco mi invitasse un giorno a fare 4 chiacchiere su blog, user generated content, editoria, web e social media coi suoi “ragazzi”, beh… ne sarei molto felice. molto.