Category Archives: my friends live in my computer

Noi siamo piccoli, ma cresceremo.

Io nel luglio 2005 ho fatto una cosa brutta, una cosa scema, e una cosa bella.
La cosa brutta riguarda la mia vita personale e non credo che sia di alcun interesse per voi.
La cosa scema è – nell’ordine – aver risposto a un’inserzione per un lavoro a Roma, aver parlato con una tipa al telefono, averle detto il mio contratto di allora, retribuzione e condizioni, aver accettato un colloquio e aver fatto un viaggio in treno in tailleur e scarpette (e un caldo terribile) per sentirmi dire che mi proponevano un lavoro meno qualificante, a metà stipendio per tre mesi. Se non credete alla storia delle scarpette e del tailleur, ecco la prova.

La cosa bella è aver corso dietro a un treno a Termini per finire a Valentano, e davanti a un notaio apporre la mia firma (anzi le mie firme) all’atto di fondazione di Wikimedia Italia.

Erano anni strani quelli, per Wiki. C’erano poche persone iscritte, pochi admin, la pagina delle ultime modifiche ne contava 20 in più di mezz’ora.
I primi bot lavoravano a pieno ritmo, le modifiche ai template venivano descritte (con attente specifiche tecniche) sulle tovagliette di carta del ristorante cingalese di Via Ripamonti.
Wikipedia o ti piaceva, allora, o la odiavi, un po’ come ora. Era una medicina per la solitudine, per le anime puntigliose e cacaspilli come me (ogni correzione di una stumpa era una gioia!), era un ring in cui scontrasi e litigare su qualsiasi cosa (solo perché non c’era ancora FriendFeed) e in cui, soprattutto, affinare le proprie capacità di moderazione.
Ci si diceva che si era piccoli, ma che saremmo cresciuti. E Wiki lo ha fatto (anche) senza di me, che per le vicessitudini della vita mi sono allontanata dalla vita attiva per continuare ad appoggiarla e sostenerla più da lontano.

Su Wiki ho imparato a mediare, almeno online.
Ascoltare, leggere, trovare un giusto mezzo, o almeno provarci. Tutto questo mi è servito moltissimo nel lavoro e nella vita.
E io ho sempre pensato che non fossero un problema la piccola imprecisione, o la sottile linea di demarcazione fra enciclopedico e non enciclopedico, o la stumpa.
Non erano un problema perché chiunque aveva la libertà di editarla quella stumpa, di mettere in discussione l’imprecisione, di risolvere la voce enciclopedica. E questo è la base di Wiki, la collaborazione.
Forse sono pazza io, utopica, anarchica, una mezza criminal. Che vi devo dire.

I miei due giorni di celebrità.

L’altro ieri Alessandra Farabegoli ha scritto un post davvero molto carino sulle “mie” regole per il community management.
Oggi esce il mio articolo sul blog delle Girl Geek Life su cosa significa essere una Community Manager, e quali sono le competenze che potrebbe essere interessante mettere sul curriculum.
Per sta settimana, ci sono sufficienti motivi di notorietà, da domani si torna in trincea.

nomadi

fra chi trasloca davvero e chi no, fra tutti quelli che dicono chi dice io! io! io! ma non si sa bene se stia da una parte o dall’altra, fra tutti i vari sinonimi e significati di trasloco, una cosa è certa: la gente della Rete è un popolo nomade che si sposta in fretta, e che ama pensare a un trasloco (qualsiasi esso sia) come a un cambiamento. e questa è una gran bella cosa.

piattaforme, contenuti, persone

vanz scrive un post (e mafe ci mette il carico) su come si sta andando (almeno in una piccola fetta di rete) verso la focalizzazione del ruolo online delle persone e non più sull’utilizzo del mezzo.
i blog si aggiornano poco, si chatta tanto, si riempiono di contenuti i vari facebook. si creano reti di persone, gruppi di interesse, ambienti di condivisione. gli interventi si aggregano, si rebloggano, si distribuiscono. i software modificano i contenuti che diventano mobili.
probabilmente è nel momento della crisi che i cambiamenti diventano più importanti. ed evidenti. e in un certo senso, più facili da intraprendere.