Category Archives: event(ual)i

Appuntamento per il weekend.

Oggi e domani a Milano c’è il WordCamp: il programma elenca appuntamenti e speech interessanti e ricchi di spunti, sia tecnici che di progettazione, ne cito solo due per citare in realtà due amici, Sara Rosso (che lavora per WordPress e di cui illustrerà i basics) e Andrea Beggi, che è il papà affidatario di molti blog italiani, e che sarebbe un gran bene che lo facesse per lavoro, e non per piacere.
Io non ci sarò perché il mio corpo non mi permette ancora di essere in due posti contemporaneamente e nello stesso tempo anche il mio benessere mentale deve a un certo punto trovare una priorità nella mia vita.
Però voi seguitelo, andateci, prendete appunti, partecipate con interventi e domande. Poi sappiatemi dire.
Buon weekend a tutti!

preparando la scaletta

l’8 di maggio sarò ospite dell’ultima lezione di quest’anno accademico del corso di editoria multimediale tenuto dal professor Corrado de Francesco (di cui ho parlato qui). la lezione sarà questa e io non vedo l’ora di conoscere quel cedro del libano. visto che sto preparando giusto giusto 5 o 6 slide divertenti per spiegare bene chi sono, mi chiedo se sotto il cedro ci sarà il proiettore.

puntaperotti

la rete è un luogo strano. mai e poi mai avrei pensato di capitare in una giuria nazionale insieme a fabio treves, ciwati e stefano zecchi. per fortuna che c’erano anche marco e fabio fimiani (di radiopop), che almeno mi sentivo un po’ in famiglia.
con loro e con altri giurati, abbiamo votato i peggiori ecomostri italiani.
(grazie a marcello e a lele)

ci prendono sempre sul serio (pure troppo)

credo che sia giunto il momento di ammettere che quando faccio le cose sul serio sono destinata a essere presa per i fondelli, e quando faccio cabaret sono costretta a essere presa troppo sul serio.
questo per dire che sabato al parma workcamp io e vanz abbiamo fatto una presentazione da 10 minuti, a cui pensavamo di non far seguire domande, che tanto: “che domande vuoi che faranno?”. e invece ne hanno fatte e parecchio intelligenti.

anobium punctatum

riassunto per (ap)punti veloci e (un po’) distrattigreg sung è gentile, educato e molto disponibile (ehi, grazie a blimunda per l’invito!). incontra una piccolissima parte della sua community, cioè di quella di anobii.com, in un teatro del centro di milano e racconta come è nato il portalone di “quelli che leggono” e come da oggi in poi venderà link a IBS.
il modello di business è facile, già visto e non sporca: trovi un libro di anobii, ti piace, ti vien voglia di leggerlo. puoi comprarlo: in libreria, al super (se è un libro trita quel poco di classifiche che ci sono ancora), su amazon, su IBS. dove vuoi. ma – se immagino bene – se lo compri su IBS, cliccando sul link, per ogni transazione conclusa greg beccherà due lire.
la cosa interessante però è vedere (o meglio sentire) ciò che lui e l’AD di IBS dicono, quasi illuminati non so bene da cosa, ma illuminati per bene (probabilmente dal fatto che il loro modello di partnership, appunto, non è molto innovativo, ma bensì già ben rodato da altre esperienze).
IBS dice che al loro community è molto vasta ma non è specializzata, cioè molti utenti, pochi commenti. del resto la struttura di “community” di IBS non è molto community, non esiste una pagina utente pubblica, l’unica cosa che posso fare è lasciare un commento.
greg dice che a loro di vendere libri non importa un fico secco. loro si occupano di sociale, di far incontrare persone, di creare conversazioni. di permettere alle persone di scambiarsi opinioni in modo genuino.
molto interessante il passaggio (segnalato anche da gianluca) in cui spiega che un utente ha gli strumenti per distinguere (in una community specialistica, aggiungerei io) i fake o i falsi interessati dagli utenti veri: se in un blog o in una community generalista reggere il ruolo della donna per un uomo è “abbastanza” facile, per un ufficio stampa è difficile sembrare “non coinvolto” in una community specialistica, rischiando il biasimo dei proprio (non) pari.

5 motivi per andarci (+1 per non andarci)

andateci perché:
- perché torino è molto bella
- perché ci sarà molta gente interessante
- perché il programma è fitto ma gli argomenti sono buoni
- perché se socializzi bene, ma se non socilaizzi non ti mangia nessuno
- perchè san lorenzo fa un catering da dio.
l’unico motivo per non andarci è il mio: a torino non c’è il mare, molta gente mi fa paura, gli argomenti sono tutti buoni tanto che non me ne viene in mente uno all’altezza, non socializzo manco con la mia mamma e sono a dieta. quindi vado a roma.