oggi burberry ha sfilato a londra con al nuova collezione ai10/11. al di là del mero gusto estetico da profana (favolosi gli stivali, fantastici i colli a coste e terribili le pellicce), la cosa è stata interessante per un motivo molto preciso: la sfilata è stata trasmessa online live dal sito di burberry e ritrasmessa sempre online live da alcuni siti di riferiemnto (fra cui, DISCLAIMER, quello per cui lavoro io).
come è andata? bene. e male. (molto) bene per noi, siamo andati dritti come un fuso, visto tutto, trasmesso tutto. ovviamente tutto significa quello che burberry trasmetteva. (poco) male perché appunto, nonostante l’impegno pazzesco e sicuramente la sfida intrigante, talvolta si sono impappinati. e quindi per alcuni minuti c’è stato “nero” (ma era nella presentazione), sono partiti un po’ in ritardo e il pixellato a un certo punto sembrava essere il nuovo stile della casa per la prossima stagione fredda. ma la tecnologia non aiuta, ancora, molto spesso. e poi, del resto, la sfilata è andata liscia e quindi l’importante è quello.
però l’effetto è stato davvero bellissimo: curiosità fra i giornalisti, senso di appartenenza fra chi lo guardava da casa o dal lavoro, insoimma: il ritorno c’è stato e il popolo della moda online ha fatto le capriole.
e questo è stato solo l’inizio. adesso c’è da scrivere il resto. magari evitando le pellicce.
8/24
delle sfilate
Dei curriculum
Cristiano (con il quale è stato un piacere trovarci a lavorare insieme) la pensa come me.
idee da discount
qualche tempo fa avevo avuto un’idea scema e stupida, nata sulla base di un ricordo televisivo dei miei 5 o 6 anni. c’era una trasmissione tv pomeridiana per ragazzi (non chiedetemi il titolo, non me lo ricordo) durante la quale mandavano in un grande magazzino un ragazzo (uno per puntata) in pattini e tutto quello che riusciva a prendere in un minuto era suo, una specie di spesa gratis.
io avevo pensato a una cosa del genere dentro a h+m per delle fortunate acquirenti in tacchi a spillo.
per un po’ ci ho pensato, ne avevo anche accennato a qualche amico che lavora nel settore molto più di me e cercato di mettere giù delle idee decenti, poi ho avuto altre cose da fare, capricci (miei e altrui) da addomesticare, siti da far partire, linea di galleggiamento da ritrovare, e non ci ho pensato più.
adesso scopro che ci hanno pensato loro. bene. adesso devo solo cambiare il mio profilo su linkedin da aspirational project manager in discount project manager.
wired satisfaction
da wired hanno capito (avevo pochi dubbi che non lo facessero perché riccardo luna è molto attento alla presenza online della testata) che soddisfare gli abbonati significa avere una buona pubblicità.
nell'incavo dell'onda
il mio lavoro è così. per lunghi giorni quello che ti ammazza è la routine delle cose, altri giorni sono le cose improvvise che ti stravolgono.
nel bene e nel male, ma soprattutto nel bene perché l’idea di aver progettato e seguito lo sviluppo e il lancio della nuova home page di community mi rende molto ma molto ma molto orgogliosa. di me e delle persone per/con cui lavoro.
e il resto è solo noia.