auroraghini.com Rotating Header Image

April, 2011:

Solo le community sane evolvono.

Le community si muovono, si rinnovano e cambiano. In modo altrettanto naturale gli utenti si spostano e migrano altrove. Non incentivare il fenomeno di drop-out, ma nello stesso tempo non ucciderlo.

Oggi mi confrontavo su FriendFeed a proposito di Delicious e delle ultime novità: alcuni si lamentavano del fatto che, da dicembre quando è iniziata la crisi del bookmark aggregator a oggi, molti utenti “storici” abbiano preso il largo. Beh, probabile. Forse meglio, no?

Rimettete a posto gli strali, ecco perché lo penso: il fatto che gli utenti cambino significa che i contenuti, i punti di vista, l’usabilità non ristagnano in un paradigma dato dall’attitudine dello “zoccolo duro”, ma si evolvono per rispondere a esigenze diverse, in modo flessibile e maturo.

Certo, perdere in blocco tutti gli utenti è un problema, ci mancherebbe, ma vedere che gli utenti si rinnovano e che c’è un costante turn-over è segno di un rinnovamento e di un mutamento che certifica il buono stato di salute in cui versa la community e il fatto che sia ancora interessante (e appetibile) per nuovi utenti.

Per molto tempo ho frequentato un gruppo di Flickr molto attivo e molto organizzato: gli admin venivano votati, c’erano dei contest (e degli eventi) con un regolamento di partecipazione, una netiquette piuttosto precisa e sempre condivisa.
A un certo punto ho mollato il colpo e ho scelto altre strade, un’altra vita (e anche altre community), e come me parecchie altre persone della “vecchia guardia”.
Oggi, dopo 3/4 anni, il gruppo continua a votare gli admin (che hanno nick che non conosco), continuano a organizzare eventi e occasioni di incontro e hanno cambiato in parte la netiquette che ormai era vecchia e antiquata.
Quel gruppo non è morto: si è evoluto continuando a generare contenuti, aggregazione, karma positivo. In pratica community.

Gli utenti si spostano, si inseguono, si muovono a branchi e poi, in alcuni casi, ritornano, segnando la salute della community. Repsira, inspira: va tutto bene, davvero. Tu devo solo trovare il modo di conquistare nuovi utenti. Sia che quelli vecchi restino, sia che scelgano altri spazi sociali.

Quelli di YouTube si son comprati Delicious.

La cosa andava avanti da un po’, ma adesso è ufficiale: Delicious ha un nuovo proprietario (e speriamo anche nuove risorse per crescere e migliorare il servizio che è già fantastico).
Si tratta di AVOS, società fondata dai papà di YouTube proprio per gestire l’acquisizione e la continuazione del servizio.

Vi assicuro che è successo tutto da un momento all’altro :-) me ne sono accorta perché salvando un bookmark dopo un altro mi ha chiesto di accettare la nuova gestione dei miei dati.

WordPress su mobile: un indispensabile.

Se avete un blog su WordPress e volete fare un favore al vostro pubblico che vi legge (o amerebbe leggervi) su mobile (o tablet, o non so cosa), vi consiglio vivamente di seguire questo consiglio che consta di due parole: installate WPTouch.
Si tratta un plug in che permette di visualizzare i contenuti in modo molto più veloce e leggibile per chi appunto usa un device mobile.
Bastano due click, davvero, e vi guadagnerete un sacco di karma positivo. E qualche utente in più.

I miei creativi programmi pasquali.

  • Sistemare i template e i plug in di questo blog. E di tutti gli altri.
  • Leggere i 6000+ feed rimasti in sospeso. E cancellare di default quelli più vecchi di un mese.
  • Vedere un’amica. E molte altre facce d’aprile. Noi siamo una bella community.
  • Sistemare armadi e archivio. E il computer.
  • Riposarmi. E stancarmi di sole.
  • Immaginare cose nuove. E ripensare quelle vecchie.

E voi invece? Questo post sembra un po’ off topic, ma invece no: fare ordine nei propri spazi online (e offline), ma soprattutto fare ordine nella propria testa, è sinonimo di creatività.

Fare decluttering del proprio mondo qualsiasi forma assuma è la regola #1 non solo per un community manager, ma per tutte le persone sane. Ed è il punto di partenza per qualsiasi nuova avventura.

(se cercate qualche info sul decluttering, ecco un po’ di link che si riferiscono soprattutto alle cose materiali, case, armadi, cassetti, ma che danno consigli utili applicabili anche alla vita più in generale: ZenHabits.com, Happiness-Project.com, FlyLady.net, StyleAtHome.com)

L’unico vero “nofollow”.

Un mese fa ho avuto il piacere di assistere a una lezione del professor Maurizio Ferraris (docente di di Filosofia Teoretica a Torino) durante la quale ha ricordato che una cosa esiste solo se e fino a quando è documentata: “se non ci sono scritture/memoria, non è esistito“.

Questo significa – fra le altre cose – un sacco di cose fra cui il fatto che il mercato di sistemi di memoria ausiliare sia attualmente fiorentissimo, proprio per sedare il bisogno di sapere di esistere delle persone e colmare il gap fra memoria disponibile (il nostro cervello) e memoria necessaria.

Ancora prima della puntata di ieri di Report
, dirne di ogni sulla Rete, la privacy, i dati, i profili, la libera espressione delle idee era piuttosto di moda. Il diritto all’oblio, la cache di Google, “everything is forwardable” sono concetti forse difficili da spiegare ma che spesso diventano facili da subire.

Quindi fatevi dire una cosa semplice semplice: se volete scrivere da qualche parte una cosa e poi essere certi che non ne restino tracce, date retta a Ferraris: scrivetelo sulla spiaggia battuta dalle onde.
Spariranno arrese alla placida e inattaccabile indifferenza della natura, contro la quale nemmeno Google può fare qualcosa.
Certo… a meno che non passi il satellite di Google Maps proprio lì, proprio in quel preciso momento… ma allora quella è sfiga, però! :-)

Se vi piace l’idea comunque, guardatevi questo filmato tratto da una delle lezioni di Ferraris, merita davvero.