Le mail automatiche hanno spesso un senso. Ad esempio permettono di comunicare qualcosa a molti utenti con un clic, velocizzando molto le operazioni di moderazione.
I testi di queste mail devono essere scritti con attenzione e possibilmente in un italiano corretto, privo di inflessioni dialettali e intercalari.
Note to self: “mica” è milanese, non italiano.
Se puoi, però, valuta con attenzione quando una mail precompilata potrebbe necessitare di una fase di editing prima dell’invio: questo ti permette di spiegare, personalizzare, dare informazioni e suggerimenti all’utente, quando necessario.
Mica pizza e fichi.
December, 2010:
Community management, le regole: vol. 1 (corollario)
Community management, le regole: vol. 1
La prima regola del community manager è non scrivere in politichese.
Le persone devono capire, essere rassicurate, ascoltate, indirizzate verso la soluzione del proprio problema con chiarezza e empatia, non attraverso una mail ammiccante, poco chiara e con frasi lunghe e subordinate.
A meno che il vostro obiettivo non sia quello di non dare risposte, ovvio.
Quando sparisce la delizia.
Sembra proprio che Delicious sia destinato a una morte lenta e assai controversa.
L’acquisizione da parte di Yahoo del tool per il bookmarking online (con un click salvi il link che ti interessa in una “cloud” sempre disponibile – e pubblica – dove puoi ritrovarlo in qualsiasi momento) ha fatto sì che si creasse un conflitto di interessi fra Delicious, appunto, e Yahoo Bookmarks, il servizio omologo già presente nell’offerta del grande portale americano.
E quindi? E quindi in un certo senso il panico generale.
Da una parte i servizi alternativi di bookmarking (la concorrenza, insomma) hanno già messo in homepage il link all’how-to per importare presso di loro gli archivi di Delicious.
Dall’altra gli utenti si preparano a una migrazione in massa, ma piuttosto caotica: il mercato offre servizi free, oppure a pagamento. Non tutti i servizi offrono i widget e le funzionalità offerte da Delicious, ad esempio non tutti importano i link mantenendo la categorizzazione per tag.
Chi lo fa sta già andando in panico: Diigo.com ti garantisce che dopo l’importazione dei bookmark da Delicious sui loro server “ci stanno lavorando” per farti sembrare tutto in ordine. Ma – per loro stessa ammissione (chapeau) – i server non reggono il lavoro e stanno rivendendo il codice. Ok, dita incrociate, fratelli: non ci resta che sperare.
Insomma, c’è grande panico sotto il cielo del bookmarking, soprattutto perché si tratta di servizi su cui si basano molti widget, componenti aggiuntivi, reti sociali.
Sono così importanti che secondo me (dopo le conclusioni apocalittiche del caso) ci sono solo due scenari possibili: l’acquisizione da parte di un’altra major dello strumento (Google save the Delicious?!!) o la logica accettazione da parte di Yahoo che “o si tiene Delicious aperto o si muore“. Se non altro perché mezza blogosfera mondiale sta pensando che Yahoo stia davvero perdendo una delle occasioni migliori per non chiudere uno dei servizi online più amati del web.
Ecco lo scontrino, 2
La ventura di Ecco lo scontrino rallenta, ma resta interessante.
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Chiunque voglia può partecipare indicando negozi, esercenti, luoghi dove non si chiede lo scontrino, perché te lo consegnano loro ancora prima che ti venga il dubbio.