auroraghini.com Rotating Header Image

April, 2009:

proud of.

io ho in testa una nebulosa. lui scrive aforismi.

feed rss, elearning, pipes e quant’altro

con le cose con cui lavoro ci si gioca tutto il tempo.
quando sviluppavo cosi di eLearning, dicevamo che costruivamo mattoni con cui costruire una casa che era la formazione.
la cosa che non funzionava con l’eLearning (e non ha mai funzionato, ma probabilmente non ci sarà più bisogno che funzioni) era che ogni mattone doveva rispondere a degli standard per parlare con gli altri mattoni: insomma gli standard esistevano, ma in realtà poi dovevi sempre costruire un accrocchio per farli parlare davvero con il tuo LMS. chiunque abbia venduto un materiale eLearning dicendo: “lo si installa sul server e funziona”, ha mentito. me compresa (adesso lo posso dire).
ecco io adesso smercio cose che come i mattoni possono essere unite e disunite a piacimento, in poche semplici mosse (ok, magari i pipes all’inizio sono un po’ stronzi, ma poi si fanno addomesticare).
tu prendi di qui, metti di lì, fai così, togli questo, agganci quest’altro, fai così, fai cosà. fai tutto, in pochi secondi, tutto molto semplicemente. e se non lo fai tu trovi qualcuno che ti aiuta a farlo, o che lo fa per te.
(per vostra tranquillità: io non uso delicious, uso stumbleupon e mi trovo benissimo: lo trovo un po’ più social di delicious, un po’ meno snob – ma sono gusti… però stumbleupon non permette l’aggregazione con feedburner – a differenza di deliciuos – e quindi i miei feed li trovate qui. e quando avrò un po’ di tempo farò un pipe ;-) promesso!)

ma tu lavori per il web!

sì ma adoro la tipografia. da sempre. è una questione di dna, credo.
quando ero piccola mia mamma e mio nonno passavano le loro giornate a “fare i tipo”, diceva lei. mio nonno ha poi pubblicato una fascicolo di stampe, che ha chiamato interpretazioni grafiche: sono dei testi di calvino, sciascia, pirandello scritti seguendo pattern (adesso li chiameremmo così) visuali.
io amo la tipografia, anche se son schiava del garamond, del verdana e peggio ancora del comic sans.

preparando la scaletta

l’8 di maggio sarò ospite dell’ultima lezione di quest’anno accademico del corso di editoria multimediale tenuto dal professor Corrado de Francesco (di cui ho parlato qui). la lezione sarà questa e io non vedo l’ora di conoscere quel cedro del libano. visto che sto preparando giusto giusto 5 o 6 slide divertenti per spiegare bene chi sono, mi chiedo se sotto il cedro ci sarà il proiettore.

nel mio futuro, un libro

sulle vicende del mio lavoro: vi assicuro che la trama di lost è meno complicata. e che qualcuno cerca i sopravvissuti alla basaglia io li conosco tutti: uno per uno.

parole sante

lavorare usando twitter in modo intelligente.

cromatismi da spiaggia

(talvolta dei post non so dove scriverli, se non vi scoccia questo lo scrivo qui)
sto sistemando le foto fatte al paganello: per farla breve, si tratta di una 3 giorni di frisbee sulla spiaggia, svariate discipline, un sacco di gente. fotograficamente un mezzo sogno. la metà che non è un sogno è la sabbia da cui proteggere la macchina, gli scatti orrendi (non è semplicissimo, ecco), le ottiche sempre sbagliate e il fatto che la luce è quella che è.
dopo averne viste svariate (di foto) e aver dato un’occhiata agli scatti degli altri anni, posso sentenziare che le maglie migliori da fotografare sono quelle a tinta unita parecchio contrastate: giallo, arancione, azzurro, blu, soprattutto. ecco. lo volevo dire. se qualche freestyler passa di qua, ne prenda nota: i fotografi l’anno prossimo ringrazieranno.